La Formula Ford

 

Ayrton non aveva dubbi, per diventare un pilota di F1 doveva lasciare il Brasile, la sua famiglia, i suoi amici, per trasferirsi nella patria dell'automobilismo: l'Inghilterra. La scelta sulla categoria cadde sulla Formula Ford, eccezionale nel mettere tutti i piloti sullo stesso piano grazie al motore unico. Questa categoria consentiva, e consente ancor oggi, ad un giovane pilota di imparare tutto ciò di cui aveva bisogno sulle monoposto da competizione e di affinare il controllo della vettura, molto critico a causa della mancanza di appendici aerodinamiche.

"La mia prima prova con una vettura da competizione fu nel novembre 1980. Chico Serra mi portò da Van Diemen e mi presentò a Ralph Firman. Feci una decina di giri a Snetterton, ma non fui molto soddisfatto. Trovavo questa vettura difficile da sterzare, ma Ralph mi ritenne abbastanza bravo per poter correre con una delle loro Formula Ford l'anno successivo". Chico Serra ricorda: "Ayrton sapeva già chiaramente quello che voleva nella vita e fece tanta pressione su Ralph Firman che questi alla fine mi bisbigliò: "ma chi diavolo crede di essere?"

Ayrton iniziò a vivere con Lilian Vasconcelos Sousa in un appartamento in affitto a Norfolk. Durante la sua prima stagione, nella categoria 1600cc., gareggiò in due campionati: il Townsend Thorensen e il RAC.

Il 1° marzo 1981 corse la sua prima gara in monoposto partecipando "una tantum" all'apertura del campionato P&O e concludendo in quinta posizione, a otto secondi dal vincitore.

Una settimana più tardi partecipò alla prima gara del campionato Townsend Thoresen a Thruxton e arrivò terzo.

La terza gara fu disputata sotto la pioggia, Ayrton si lasciò tutti dietro e conquistò la sua prima vittoria in monoposto. Le condizioni meteo avverse gli permisero di sfruttare al massimo la sua sensibilità di guida. Iniziato a vincere nessuno riuscì più a fermarlo, fu il primo pilota a vincere entrambi i campionati al debutto. Aveva letteralmente dominato la categoria.

Il segreto di Senna nel vincere così tante gare era nella sua tattica, che utilizzerà poi anche in F1, consisteva innanzi tutto nell'aggiudicarsi la pole, partendo in testa cercava di restarci alla prima curva e di ottenere poi il massimo vantaggio possibile sui suoi rivali nei primi giri. Da quel momento fino alla conclusione della gara si limitava a controllare gli eventi, senza forzare troppo la sua vettura. Una tattica rischiosa che solo un talento fuori dal comune poteva rendere vincente.

Nonostante il successo Ayrton non era felice. Sua moglie Lilian aveva difficoltà a sostenere la pressione delle gare ogni settimana, la famiglia non era felice di averlo lontano da casa, lui stesso non riusciva a adattarsi a quel paese così diverso dal suo caldo Brasile; e in più la stampa brasiliana non mostrava grande interesse per i suoi risultati. Il sostegno della stampa era vitale per ottenere sponsorizzazioni e Ayrton doveva competere con Moreno e Bosel, allora al vertice della Formula 3 e con Nelson Piquet, protagonista in Formula 1.

Nell'ottobre 1981 Ayrton Senna partì per il Brasile con Lilian, determinato a non tornare più in Inghilterra. Non partecipò all'International Brands Hatch Festival , dove era dato tra i favoriti. "Mio padre aveva bisogno di aiuto nella sua attività. Non era convinto che io volessi veramente diventare un pilota professionista e pensava di riuscire a convincermi a mollare tutto. Avevo vinto 13 gare su 18 e a settembre ero già il campione virtuale, ma mio padre aveva bisogno di me e perciò decisi di tornare per aiutarlo".

"Era un momento in cui ero un po' deluso dagli sport motoristici. Volevo essere auto-sufficiente per mezzo delle sponsorizzazioni e fu per questo che decisi di concedermi una pausa. Rimasi in Brasile fino al febbraio 1982 senza pensare assolutamente né alle macchine né alle corse".

"Cercai di lasciare le gare automobilistiche perché era importante per la mia famiglia. Ma non ci riuscii. Per questo, in febbraio, mi resi conto di non poter restare in Brasile mentre stava per avere inizio la stagione europea."

Con tutta la famiglia riunita, Ayrton chiese e ottenne il consenso del padre, a patto che tutto venisse fatto in maniera professionale. Poiché il suo tempo era limitato, Milton chiese all'amico Armando Botelho Teixeira di aiutare il ragazzo e di prendersi cura degli aspetti commerciali e legali della sua attività.

Non potendo dipendere dal livello di competitività delle vetture, decise di rimanere nell'ambito della FFord, nella categoria superiore: 2000cc. La prospettiva di un altro anno di gare rese inevitabile il divorzio da Lillian, la vita non è fatta solo di vittorie, ci sono sempre anche pesanti fallimenti, anche per un campione.

All'inizio della stagione 1982 Ayrton tornò in Gran Bretagna. Benché avesse provato poco con le auto di Formula Ford 2000, non ebbe grossi problemi a balzare in testa alla classifica della categoria sin dall'inizio, vincendo le prime due gare del campionato a Brands Hatch e Oulton Park il 7 e 27 marzo.

A questo punto Keith Sutton (il suo fotografo personale e grande amico) suggerì che era il momento di preparare cartelle stampa e fotografie da far pervenire ai dirigenti dei più importanti team di Formula 1: Bernie Ecclestone, Frank Williams e Peter Warr, tra gli altri. Ayrton come sempre puntava in alto, molto in alto, sembrerebbe una presunzione senza limiti, invece era solo una fredda consapevolezza delle proprie capacità.

Il 9 maggio '82 era a Zolder per una corsa nel Campionato Europeo. Fu una giornata dal sapore amaro per lui: quel giorno il suo primo idolo, Gilles Villeneuve ebbe l'incidente che gli fu fatale, la F1 perdeva un pilota unico, insostituibile. Sempre a Zolder Ayrton venne avvicinato per la prima volta dalla Toleman e dalla McLaren, che gli offrivano delle opzioni sui contratti, sponsorizzandogli la stagione in Formula 3.

Fu un week-end molto caotico con un misto di emozioni contrastanti, troppo per un giovane pilota. Decise così di parlarne a Nelson Piquet, per sentire la sua opinione. Nelson lo smontò ridicolizzando le sue ambizioni, forse l'astutissimo brasiliano aveva intuito di trovarsi di fronte ad un futuro, pericolosissimo, rivale. Ayrton ne uscì molto depresso. Fu l'inizio di un'inimicizia destinata a durare fino alla morte.

In più in quel periodo i regolamenti della FISA cambiarono e, per potere correre in F1, era ora necessaria una super-licenza. Ciò richiedeva la partecipazione alle gare di Formula 3, e con buoni risultati. Quindi Ayrton aveva di fronte a se una scelta obbligata. I capi della Toleman non smisero mai di fare offerte a Ayrton. Hawkridge aveva dei grossi problemi nel convincerlo perché Ayrton voleva entrare in F1 dalla porta principale, vale a dire con un team che avesse una vettura altamente competitiva.

Senna non accettò le ripetute offerte della Toleman, perché voleva essere accettato solo sulla base dei suoi meriti, ed essere così libero di scegliere più avanti come entrare in F1. Aveva fiducia nel futuro e sentiva che non gli sarebbero mancate le possibilità di scelta, quando i tempi fossero stati maturi. Al momento, voleva solo rimanere libero e continuare a imparare. Sapeva che il modo migliore per arrivare al vertice era quello di fare un passo per volta, senza alcuna fretta e senza correre il rischio di scivolare indietro.

L'anno prima, Eddie Jordan aveva creato un team di Formula 3. Era il suo primo anno in questa categoria e decise di contattare vari piloti di talento, invitandoli a provare la sua F3. Tutti dovevano pagare per girare a Silverstone, tranne Ayrton, che arrivò a Silverstone nel pomeriggio, fece una ventina di giri, si fermò per apportare qualche modifica e, dopo un'altra decina di giri stabilì il nuovo record della pista. Fu il primo pilota a infrangere il limite di 53 secondi sul circuito corto; era la prima volta che guidava una vettura di F3!

Jordan ricorda che, grazie a questi accorgimenti, il suo pilota Weaver, vinse le gare successive. Il talento come collaudatore iniziava a rivelarsi, agevolato dalla sua grande capacità di descrivere tutto, nei minimi dettagli, ai meccanici. La sua conoscenza della meccanica delle vetture e l'interesse per il loro funzionamento iniziavano a pagare.

Snetterton ebbe la sua prima multa, a causa di una violenta disputa con il suo inseguitore e del suo discutibile comportamento in pista. 200 sterline. Questo problema sarebbe ritornato in futuro: "Ayrton non riusciva ad accettare di essere sorpassato." Comunque alla fine del 1982 aggiunse i due campionati di Formula Ford 2000 al suo curriculum, dopo aver esercitato un dominio impressionante: su 28 gare, non ne vinse solo 6 di cui 4 non terminate a causa di guasti al motore, testa coda, forature e 2 a causa di incidenti: a Snetterton e a Brands Hatch.

Prima del termine della stagione, Ron Dennis gli offrì di finanziarlo per un anno in Formula 3. Il dirigente della McLaren andò a trovare Ayrton di persona a casa, e gli offrì un'opzione per la McLaren per quando fosse entrato in Formula 1. "La mia manovra non funzionò perché volevo che questa opzione fosse solo a mio favore", ricorda Ron, "Non potevo garantirgli un posto sicuro nel mio team di F1. Ayrton era disposto a impegnarsi a correre per noi nel 1984 o più avanti, a patto che avesse la garanzia del posto. Gli dissi che non aveva ancora capito le regole del gioco: io gli avrei finanziato la stagione in F3, se lui avesse firmato un'opzione a mio favore...". Niente da fare, nonostante il prestigio dell'offerta Ayrton voleva gestirsi da solo.

Con 2 titoli di FFord 2000 in mano, tornò in Brasile per trascorrere qualche giorno con la sua famiglia, crogiolandosi al sole che tanto amava. Tornò in Gran Bretagna e provò la Ralt-Toyota del West Surrey Racing a Thruxton e Silverstone. La vettura gli piaceva e andava d'accordo con Dick Bennetts.

La tradizionale gara di fine anno di Formula 3, non valevole per il titolo, si tenne a Thruxton e fu trasmessa in diretta dalla BBC. In un'atmosfera ben lontana dalle tensioni del campionato, questa gara veniva utilizzata dai vari team per provare i piloti in cerca di un ingaggio per l'anno successivo .Ayrton accettò l'invito di Dick Bennetts a partecipare alla corsa. Era il modo migliore per provare la categoria e verificare l'affidabilità del team. Gli fu data la vettura con cui Enrique Mansilla aveva ottenuto il secondo posto nel campionato britannico quello stesso anno.

Dick Bennetts ricorda: "Senza che venissero apportate alla vettura significative modifiche, Ayrton fece quasi "decollare" la vettura di Mansilla. Intervenne quindi per ridurre il sottosterzo e riuscì a conquistare la pole position con un distacco davvero notevole sul secondo. Vinse la gara con 13 secondi di vantaggio sullo svedese Bengt Tragardh. Proprio qui raggiungemmo un accordo verbale per la stagione successiva, che poi firmammo in gennaio." Un altro passo sulla strada della F1 stava per iniziare, la F3 inglese

Intanto il processo di adattamento al nuovo paese proseguiva, e anche il suo umore migliorava, le persone intorno a lui iniziavano a capire che era certamente una persona riflessiva e, per taluni aspetti, forse troppo maniacale, ma era anche capace di scherzare e divertirsi, i suoi scherzi con i lacci delle scarpe divennero famosi.

 

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