Prove F1

 

Già verso la metà del 1983, vari team di F1 osservavano Ayrton con sempre maggiore attenzione: tra questi vi era la Brabham di Bernie Ecclestone, la Williams, la McLaren di Ron Dennis e anche la Toleman di Alex Hawkridge, che lo aveva "pedinato" per più di un anno; e il diretto interessato era decisamente disorientato. Frank Williams gli procurò il primo approccio con una vettura di F1 Martedì 19 luglio, due giorni dopo il GP di Gran Bretagna. Ayrton provò una Williams FW080/Ford DFV compiendo 83 giri a Donington con pneumatici da gara, il suo tempo migliore fu di 60,9 secondi. Molto buono confrontato con quello di Derrick Warwick (59,6) ottenuto lo stesso giorno con una Toleman TG183B/Hart e migliore di quello di Palmer ottenuto con gomme più tenere.

Tutti coloro che ebbero modo di assistere alle sue prove rimasero colpiti dall'atteggiamento del giovane pilota, compreso Frank Williams: "Devo dire che Senna è davvero impressionante. Mi ha sorpreso soprattutto il fatto che abbia trovato la sua andatura così velocemente, raggiungendo in pochissimo tempo una velocità competitiva. Non mi sembrava che fosse in difficoltà. Ripeté il giro svariate volte, senza mai scomporsi ogni qualvolta stabiliva tempi sempre migliori, anche se era molto scomodo nella vettura, con il sedile preparato per Laffite, che è più basso di lui. Non aveva mai guidato niente di così veloce, ma nessuno se ne sarebbe accorto". Aggiungendo: "Considero questo test semplicemente come un investimento a lungo termine. Non è possibile averlo in squadra con noi l'anno prossimo, a causa della nostra situazione attuale. Credo che Bernie Ecclestone gli farà un'offerta per la prossima stagione. Ayrton è venuto a parlare con noi tempo fa, chiedendoci dei pareri, perché tutti gli offrivano contratti per 400 anni... come accade sempre. Io gli dissi che non potevo consigliarlo ma che, se gli fosse stato di qualche aiuto sapere cosa fosse veramente correre in F1, avrebbe potuto guidare una delle nostre vetture tutte le volte che voleva. No, non era un gesto filantropico. Speravo che in futuro si sarebbe ricordato di come l'avevo trattato correttamente". Personaggi come Williams sono rari ma rappresentano la vera anima delle competizioni automobilistiche. Frank non poteva sapere che le loro strade si sarebbero riunite solo dopo 11 anni. E non poteva immaginarne il tragico capolinea.

Intanto il campionato di F3 era a metà del suo svolgimento, la fase più critica. Ayrton si concentrò esclusivamente sull'obiettivo di quell'anno: vincere il titolo di categoria.

Ottenuto il titolo il momento tanto atteso era giunto. Decise definitivamente di farsi chiamare con il nome di sua madre Neide da nubile (proprio come aveva fatto Piquet), più breve, meno comune di da Silva: Senna, Ayrton Senna.

Alla fine di ogni stagione, la Philip Morris invitava il vincitore del campionato britannico di F3 a provare una vettura di F1 con la sua squadra principale, la McLaren. Quell'anno furono convocati, il 27 ottobre quattro giorni dopo la fine del campionato, anche il secondo classificato Martin Brundle e Stephan Bellof.

La McLaren mise a disposizione due vecchie MP4Cs, una con il Cosworth DFY e l'altra con il DFV. Ayrton entrò in pista con condizioni meteo non perfette, fece scaldare le gomme Michelin, poi girò con il tempo di 1'14"3, scendendo nel giro successivo a 1'13"9. Una prestazione eccellente, persino migliore di quella di Niki Lauda (1° guida del team) fatta registrare nelle prove di qualificazione per il GP di Inghilterra! Ovviamente la pista era più rapida che durante il GP, ma anche così si trattava di un tempo veramente notevole. Poi il motore DFY ebbe un problema di valvole e iniziò a perdere potenza, fino a rompersi definitivamente.

Ayrton raccontò: "Avevo pensato che questo giro sarebbe stato molto veloce". Nel pomeriggio fece ancora qualche giro con l'altra vettura.

In serata le sue dichiarazioni non avevano la minima traccia di emozione o sorpresa: "La McLaren è facile da guidare, con uno sterzo più leggero della mia Ralt di F3. Sono certo che, se avessi fatto altri giri, avrei ottenuto un tempo inferiore a 1m12s, perché ero scomodo, con la gamba schiacciata, che riduceva la sensibilità del piede sull'acceleratore. Dato che conosco bene questa pista, non mi è stato difficile ottenere queste prestazioni".

Ron Dennis era decisamente colpito: "Avevano tutti un atteggiamento maturo e ovviamente i loro tempi erano buoni: si sarebbero qualificati per il GP, il che è eccezionale. Ma il tempo di Da Silva era particolarmente impressionante per via delle condizioni meteorologiche avverse. Ovviamente aveva il vantaggio di essere l'unico ad aver già guidato una vettura di F1".

Senna prende nota...tempo dopo risponderà alle ultime parole di Dennis: "In un certo senso, avrei preferito non avere già guidato una vettura di F1 in precedenza. Questo perché sono sicuro che avrei fatto comunque gli stessi tempi. Il mio test con la Williams era completamente differente. Tracciato, pneumatici era tutto differente: l'unica cosa simile era il rumore del motore!" Nemmeno a parole non voleva concedere nulla a nessuno.

Due settimane più tardi tornò a Silverstone per il suo terzo test in F1, con la Toleman. In una giornata fredda e con pista veloce, guidò la sua prima vettura turbo compiendo 72 giri sulla TG183. Abbassò il suo tempo fino a 1'11"54, inferiore di circa un secondo rispetto a quello di Dereck Warwick, fatto registrare durante il GP a luglio. Fu anche leggermente condizionato da problemi al cambio a 6 marce, assemblato quel giorno stesso al posto del tradizionale 5 marce. Tutto il team Toleman era entusiasta di Senna. In particolare Hawkridge e il progettista Rory Byrne: "Questo è il pilota che fa per noi, dobbiamo averlo per il 1984." D'altra parte la Toleman offriva un ingaggio al brasiliano da quando correva ancora in FF2000...

La situazione era complessa e Ayrton cercava di compiere la scelta migliore. Ken Tyrrell era ben disposto nei confronti del britannico Brundle, poiché era rimasto incantato dalla performance del ragazzo di Norfolk con la sua 012. La porta alla Williams era chiusa, dato che Rosberg e Laffite avevano già firmato per il 1984. La McLaren era fuori discussione, dato che Lauda era punto fermo della scuderia mentre la Philip Morris e Ron Dennis stavano facendo di tutto per riavere in squadra un deluso Alain Prost che lasciava la Renault. Rimanevano dunque due concrete possibilità: la Toleman e la Brabham.

Due problemi gli impedirono di entrare nel team di Bernie Ecclestone: lo sponsor principale, la Parmalat, desiderava avere un pilota italiano al fianco del campione del mondo per garantire una maggiore attenzione da parte della stampa del nostro paese; l'altro problema era proprio il campione del mondo Piquet. Nelson nega di aver posto il veto sul giovane rivale e infatti apparentemente insistette affinché Senna andasse alla Brabham come seconda guida: "Sono qui un da po' di tempo ormai, sono già stato campione del mondo e probabilmente me ne andrò. Potresti diventare il numero uno qui." Ayrton confermò questo incontro con Piquet, avvenuto in luglio a Silverstone. Andò a cercare Piquet al motorhome della BMW e parlarono per circa tre ore. "Ecclestone disse molto chiaramente che mi voleva nella sua squadra per il 1984 e io ne parlai a Nelson per scoprire se non avesse niente in contrario. Rispose di no, e mi diede persino dei consigli su come negoziare con Bernie. Se la sua intenzione fosse stata quella di bloccarmi, e penso che lo fosse, non lo condanno. Al posto suo probabilmente avrei fatto la stessa cosa."

Approfittando del collaudo dei pneumatici Michelin al Paul Ricard la Brabham mise a disposizione una BT52B/BMW Turbo per verificare le possibilità di vari candidati alla Formula 1, c'erano Baldi, Martini e Guerrero. La pista era estremamente lenta. Piquet riuscì a completare un giro in 1m05.9s. Senna invece perse il controllo della macchina proprio nel suo giro più veloce. Ottenne solo 1m07.9s, stesso tempo di Baldi. Lauda arrivò soltanto a 0.3s con la McLaren-Porsche turbo ma Ayrton è categorico: "Il peggior test è stato quello con la Brabham al Ricard. Mi è rimasta la sensazione di non aver dimostrato quello che sapevo fare." Tutti furono comunque incantati dalla sua abilità di fornire informazioni sulla macchina e dal suo freddo atteggiamento professionale.

Non c'è dubbio che la Brabham continuava ad essere al primo posto nei suoi piani, come lui lo era sulla lista di Ecclestone. Ricorda Senna: "Poi ci fu il problema dello sponsor che voleva un pilota italiano. Ecclestone cercò allora di trovarmi una sistemazione all'ATS ma a quel punto preferii la Toleman. Hawkridge era stato molto corretto con me e io volevo esserlo altrettanto." Il 19 dicembre siglò il contratto con la Toleman, promettente ma oscuro team del gruppo di Ted Toleman: azienda di grande successo nel settore dei trasporti. Il giovane team stava pianificando il proprio futuro sulla star nascente. Ma Senna incluse una clausola di svincolo nel contratto triennale, lui voleva vincere, non far vincere.

 

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