Pensieri in libertà

 

Perché Ayrton?

Tredici anni sono passati senza di te, lunghissimi, colmi di vuoto, di tristezza, del silenzio del tuo cuore rombante ora immoto.
La tua vita e la nostra felicità spezzate quel maledetto primo maggio 1994.
Doveva essere la gara del riscatto, l’anno del quarto titolo, a lottare ruota a ruota fino all’ultima curva contro il giovane tedesco, il rivale del presente, il campione del futuro.
Ma il grande duello degli anni a venire è finito troppo presto, consumato contro quel muretto a Imola.
PERCHÉ?...
Eri strano quel giorno, sulla griglia di partenza, diverso dal solito, per la prima volta senza il casco verdeoro, il volto scoperto nei tuoi pensieri: triste, inquieto, malinconico, mentre il tuo sguardo si perdeva assorto negli specchietti della Williams, ripensando forse al compagno Roland che se n’era andato il giorno prima. Avevi una bandiera austriaca con te nell’abitacolo. Non si doveva correre quel giorno, tu non volevi correre, ma quel simbolo era l’unico motivo per il quale ne valesse la pena: dedicare a lui la tua quarantaduesima vittoria. Non sapevi ancora che avresti raggiunto il suo stesso traguardo...
Eri in testa, dopo sette giri, davanti a tutti per la sessantacinquesima volta, il più veloce, un fulmine imprendibile, una stella sfavillante scesa dall’infinito dieci anni prima, fra le piste di F1, fra noi appassionati tifosi.
Ma poi è successo tutto in un effimero secondo, e ogni sogno e ogni speranza sono svanite. Quella curva, al Tamburello, non ha avuto fine, e sei uscito in balia della tua Williams biancoblu, di quella scheggia impazzita, di quel cavallo da corsa imbizzarrito che quell’anno non voleva farsi domare, nemmeno dal più abile dei cavalieri delle piste...
E te ne sei andato così, ingiustamente, ci hai lasciato senza un perché, con molte domande, nessuna risposta e un unico grido di dolore...
PERCHÉ?...
Mi manca la tua grande passione sportiva, il tuo grande desiderio di vittoria, la tua grande forza di volontà nell’inseguire i tuoi sogni a ogni costo, la tua forte spiritualità, la tua spontanea umanità, il tuo sguardo profondo, mi manca tutto di te...
La morte non può cancellare i ricordi belli e preziosi, può solo creare un mito, una leggenda, un esempio: guida della mia anima, sarai per sempre nel mio cuore, caro AYRTON!
Continua a correre tra le piste infinite del cielo, spero un giorno di poterti seguire da lì...

Roberto(starbuck@freemail.it)

 

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