Pensieri in libertà

 

Mi sento orfano

Sono passati quattordici anni. Quanti.
Mi capita spesso di rivedere le immagini del tuo incidente, e la fitta al cuore è sempre la stessa. La stessa del 1° maggio 1994 mentre, a casa con mio padre, ti seguivo mentre anche Schumacher e tutti gli altri lo facevano. Poi il muro. Quel maledetto muro che ti ha portato via. Io che non ci volevo credere e dicevo "E'un duro, ce la farà", mentre mio padre scuoteva la testa: "Ho paura che Senna non correrà più...".
Ed aveva ragione mio padre.
Avevo tredici anni e mi stavo avvicinando al mondo della Formula 1.
Avevo tredici anni ma già da allora avevo trovato il mio idolo. Prima di essere un grande pilota, eri un uomo ancora più grande, soprattutto per il tuo altruismo e la capacità di farti voler bene da chiunque. Da oltre quindici anni seguo i GP, ma non ho mai visto nessuno volare letteralmente sull'acqua. Non ho mai visto nessuno fermarsi e scendere dalla macchina per soccorrere un pilota dopo un incidente. Non ho mai visto nessuno piangere dopo aver appreso che "l'ultimo arrivato", Roland, non ce l'ha fatta.
Non ho mai visto nessuno fare queste cose, tranne TE.
Vorrei tornare a quel 1° maggio e spingere quella maledetta Williams verso sinistra. Vorrei farlo per non perdere il mio idolo. Vorrei farlo per non lasciare orfano un popolo intero, quello brasiliano.
E vorrei farlo per non sentirmi orfano anche io.

Manchi Ayrton. Tanto.

Massimo(max1.online@tiscali.it)

 

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