Pensieri in libertà

 

Ti porto con me

Ayrton, 14 anni dopo...
Si possono scrivere tante cose, l’emozione ha voce, spesso un po’ retorica, ma anche quella ha il suo significato, rende le cose più "calde", anche se forse non sempre aderenti alla realtà.
Ti volevo bene, anzi di più. Ti avrei seguito ovunque.. Ogni volta che c’era qualcosa ti riguardasse mi acceleravano i battiti del cuore. Non sono credente come te, anche se spesso vorrei assomigliarti: quello sguardo timido, buono, sincero, audace. Gli occhi di un bambino pronto a stupirsi, a stupire.
La cosa importante non è se guardo la formula 1, se mi emoziono o no. La F1 ci ha regalato te, emozione pura. Perché rinnegarla? Rimarrai unico lo stesso. E’ bello sapere che come me tanti ti volevano bene, hanno fatto del bene anche nel tuo nome, ti ricordano ancora. Questo è importante. Chi non c’è più vive nel ricordo di quelli che rimangono e chi ti vuole bene parla di te, come farò io a mio figlio, come ho fatto con gli amici, con le fidanzate. Così ti tengo ancora vivo; dentro di me, citando ciò che dicevi, facendone un insegnamento, un idea, un obiettivo da perseguire con determinazione e passione. Perché, quando pensi di essere arrivato al limite, scopri di poter volare ancora un po’ più in alto.
Ci sarai per sempre, in me, e nelle persone a cui voglio bene e ho parlato tanto di te, ed essendo che quelle persone vogliono bene anche a me, pur non avendoti conosciuto, sentiranno le tue parole, a volte le faranno proprie, e un pezzo di te vivrà anche dentro di loro. Per sempre. Non ho bisogno di nulla che mi ricordi te, perché sarò io, nel mio piccolo, a ricordare a qualcuno che c’era un pilota, numero uno o no, che di sicuro lo era nella vita. Non mi importa di chi batte i tuoi record. So che ci tenevi. Ma hai dato ben di più di fredde statistiche.
Ciao Ayrton, ti porto con me sempre, e così sarà finchè avro vita. Ti voglio bene.

Massimo Bruschi(mabrux@alice.it)

 

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