Pensieri in libertà

 

A volte mi sembra che nessuno più si ricordi di Ayrton, tutti presi a incensare Sua Altezza Serenissima Schumacher...invece che conforto, cari amici, leggere i vostri pensieri e scoprirvi i miei stessi sentimenti, a volte le mie stesse parole. Io ho 26 anni e seguo la Formula 1 da sempre; da piccola ero affascinata da quegli uomini che sfidavano il vento, consideravo i piloti come degli eroi e come tali li ritenevo immortali anche se mia madre mi parlava sempre di Villenueve, Peterson...ma io dicevo a me stessa: oggi non può succedere più. L'incidente di Berger nell'89, me lo confermò: in quell'occasione mi spaventai veramente, vidi la Ferrari di uno dei piloti che amavo di più andare contro il muro, quel maledetto muro del Tamburello, incendiarsi..ma Gerhard ne uscì quasi incolume. Ero sicura...non poteva succedere più. Con questa sicurezza vissi le straordinarie stagioni dal 1984 al 1993. Che gare indimenticabili, che duelli epici fra i più grandi piloti della storia della Formula 1, Prost, Lauda, Mansell, Piquet, Senna...ragazzi che fortuna abbiamo avuto, ci pensate, poter dire di aver assistito in diretta a quel fantastico testa a testa nel G.P. di Spagna 1991, al campionato 1993, a quel giro mozzafiato del G.P. di Donington...che fortuna abbiamo avuto...solo questo pensiero attenua il dolore e il rimpianto. L'ultimo ricordo che ho di Ayrton è del G.P. di Adelaide 1993, sul podio del famoso abbraccio con Prost. Per motivi diversi non vidi le prime due gare del '94 e grazie a Dio nemmeno la terza...ero in campagna, non c'era la TV; non so come avrei potuto reagire a vederlo in diretta. Tornammo a casa la sera...poco dopo un urlo di mia madre mi richiamò davanti alla TV e sul televideo lessi quella frase "Ayrton Senna è clinicamente morto". Non lessi il resto, mi fermai al titolo e rimasi paralizzata, non riuscivo ad afferrarne il senso, o meglio lo rifiutavo, ne cercavo un altro perché quello...no, non poteva essere. Tornai nella mia stanza, e per parecchio tempo stetti seduta lì in silenzio con la testa fra le mani, ma non riuscivo nemmeno a piangere...non poteva essere... Più tardi vidi per la prima volta le immagini dell'incidente, il casco reclinato, immobile, quell'enorme macchia di sangue sulla sabbia...allora piansi...piansi finché non mi si seccarono gli occhi, come piango ancora adesso nel rivedere le foto e i video che conservo gelosamente. In questi ultimi anni sono ritornata ogni tanto a guardare le gare, e devo dire che qualche buon pilota c'è...Raikkonen, Alonso...ma non riesco ad appassionarmi, non mi appartiene più. Oggi la Formula 1 è fatta ad uso e consumo di Sua Altezza Serenissima, che quel giorno versò lo spumante sopra il sangue di due uomini. E' tutto freddo, elettronico, automatico...non è più cosa mia. Così mi tuffo nei ricordi, nelle videocassette, nelle foto, in questo sito...Grazie Ayrton, grazie per quello che sei stato come uomo e come pilota, per le emozioni che ci hai regalato... grazie.

Anna Maria (CT)

 

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