Pensieri in libertà

 

Il sogno di Ayrton

Non ci sono parole per esprimere le emozioni generate dall'ebbrezza della velocità e della vittoria, quelle stesse emozioni che facevano vivere Ayrton, e che fanno vivere tutti quelli che, come lui, nutrono la stessa passione...Io amo la velocità e le corse, le amavo fin da bambino, e questa passione è rimasta sempre viva in me, anche se forse non realizzerò mai il mio sogno di correre in formula uno... Quando guardavo i gran premi in tv da bambino mi accorsi quasi subito del talento di Ayrton, quel casco giallo che sfrecciava più veloce di tutti e, anche se inizialmente mi era indifferente, conquistò ben presto la mia attenzione e divenne il mio eroe della formula uno. Facevo la quinta elementare... quella domenica mattina del primo maggio del 1994 ero impegnato a studiare aritmetica e dissi a mio padre di registrare il gran premio... non doveva andare così, non dovevo vedere la morte di Ayrton, dovevo vedere un suo trionfo e condividerlo con lui e con tutti quelli che lo amavano. Ayrton non ci ha regalato solo spettacolo, ci ha regalato emozioni, quelle emozioni per le quali egli stesso lottava e che hanno fatto sognare il mondo. Se mai potessi realizzare il mio desiderio, quella passione in comune con la tua, Ayrton, prenderei in mano la bandiera del tuo colore e la farei sventolare a 300 all'ora per continuare il tuo sogno. Non ti dimenticheremo, Ayrton, rimarrai sempre vivo nei nostri cuori, e noi oggi, e per sempre, ti diciamo: Grazie, Ayrton.

Nicola(galaxyofandromeda@hotmail.com)

 

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