Pensieri in libertÓ

 

Ho letto oggi il pensiero di Annamaria di Catania; vorrei soltanto che sapesse che anche io, come lei, ho i suoi stesi pensieri ed i suoi stessi sentimenti: per quanto spettacolare possa essere, la Formula Uno di adesso non mi appartiene piu', nemmeno io la sento piu' mia, come la sentivo un tempo. Quel giorno il concetto di morte cerebrale, di morte fisica e di morte clinica erano concetti che non potevo comprendere, ero giovane e non avevo i mezzi per potere capire che differenza ci fosse tra l'una e l'altra... se il suo cuore continuava a battere, perche' i medici lo consideravano morto? Ora sono laureata, in medicina, questi concetti sono molto chiari nella mia mente e con la freddezza tipica del medico, mi dico: era morto dal momento dell'impatto, perche' stare ancora qui a pensarci? Eppure, il cuore di tifosa mi spinge a pensarla diversamente, fisicamente potra' anche essersene andato, ma il suo carisma, la sua autorevolezza in pista ed il suo modo di vincere e perdere non moriranno mai, almeno finche' ci sara' cosi' tanta gente che terra' dentro di se' il suo ricordo.

Paola

 

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