Pensieri in libertà

 

Lettera ad Ayrton

16 Maggio 2005. La sentenza è stata emessa. Patrick Head è stato riconosciuto colpevole, anche se ormai il reato è prescritto. Eppure nessuno ha dato la notizia. Non uno straccio di trafiletto sui giornali.

E' triste vedere tutti quelli che ti continuano ad idolatrare fare a gara a nascondere la verità.

Che strano il destino. Proprio a te che, oltre dei motori eri campione di vita, con le tue sfide al padrone della Formula Uno, si è voltato contro.

La tua morte lascia un vuoto sempre più incolmabile. Roba da svegliarsi ancora la notte. Al tuo cospetto i piloti attuali non sono che autisti.
Il destino? Il fato? Non Credo... solo idiozia degli uomini a capo della Formula Uno.

A partire da quello sciagurato week end: prima Barrichello, poi Roland morto il sabato. Il suo braccio cadde esanime giusto in mezza alla tosa. E ricordo che tu parlavi da solo ai box e rinunciasti a scenderci in pista. Perchè avevi capito che l'ultimo dei piloti vale quanto un campione. Che era tutto finto. Se non si fosse tenuta la gara, forse saresti ancora qui.

Ma a dare un'occhiata alle carte processuali viene la pelle d'oca.

Si parte dalla famiglia che decise di non dichiarsi parte civile nel processo. Alcuni affermarono che il motivo fu che avevano riscosso un premio di sessanta miliardi di lire dalle assicurazioni e se veniva accertata la verità avrebbero perso i soldi.
Decine di persone che, fuori dal processo cercavano di costruire il mito, in aula fecero a gara per screditare la tua immagine. La federazione che tentò di insabbiare il processo. La Williams che non consegnò mai i contenuti delle due scatole nere. Addirittura la RAI che affermò di non possedere alcun filmato della camera car. Stranamente riapparso dal nulla dopo cinque anni.
Sentire in aula da Hill e coultard che avevi sbagliato la curva, tu che di Imola conoscevi ogni centimetro, avendo ottenuto otto pole position in undici paretcipazioni.
L'unico che fu un vero uomo, fu Alboreto. Ti difese sino in fondo dalle menzogne di chi avrebbe detto qualunque cosa, pur di avere una monoposto vincente. Che triste sorte... la morte attendeva anche lui in fondo ad un rettilineo nel 2001, prima che si giungesse alla verità.

Briatore affermò che ovemai venisse riconosciuta la colpevolezza del Team Williams ci sarebbero state pesanti ripercussioni per la formula Uno in Italia.

Tutto questo disegna uno scenario pietoso intorno a te e nella Formula Uno in particolare.
Ma c'era da spettarselo. La verità, quella per la quale tu ti sei sempre battuto, la fede in Dio, non appartiene a questo mondo, non è di questi uomini.

A tutti quelli che ti hanno amato, chiedo di schierarsi in difesa della verità. Per difendere la tua memoria, Ayrton.

PS: E' da tempo che ormai mi chiedo una cosa... se almeno tu lo sapevi della modifica al piantone dello sterzo.

Ayrton

Il mio mome è Ayrton,
e faccio il pilota,
e corro veloce per la mia strada,
anche se non è più la stessa strada,
anche se non è più la stessa cosa

anche se qui non ci sono piloti
anche se qui non ci sono bandiere
anche se qui non ci sono sigarette e birra
che pagano per continuare
per continuare poi che cosa?
per sponsorizzare in realtà che cosa?

E come uomo io ci ho messo degli anni
a capire che la colpa era anche mia
a capire... che ero stato un poco anche'io

e ho capito che era tutto finto
ho capito... che un vincitore vale quanto un vinto
ho capito... che la gente amava me

potevo farne qualcosa...
dovevo cambiare qualche cosa.

E ho deciso una notte di Maggio
in una terra di sognatori...
ho deciso... che toccava forse a me.

E ho capito che Dio mi aveva dato
il potere di far tornare indietro il mondo
rimbalzando... nella curva insieme a me

mi ha detto chiudi e riposa...
ed io ho chiuso gli occhi.

Il mio mome è Ayrton,
e faccio il pilota,
e corro veloce per la mia strada,
anche se non è più la stessa strada,
anche se non è più la stessa cosa,

anche se qui non ci sono piloti,
anche se qui non cno bandiere
anche se non è servito a niente,
tanto il circo cambierà città.

Tu mi hai detto chiudi gli occhi e riposa...
ed io adesso chiusi gli occhi.

Lucio Dalla

Vi prego di non piangere... come sto facendo io adesso...

albo(abetunio@email.it)

 

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