Pensieri in libertà

 

Genova, 1 maggio 2004

Ayrton Senna... Siamo cresciuti insieme io e lui... All'inizio ero una bimbetta testarda e orgogliosa, "Prostiana" di ferro, e gioivo senza pudore quando qualcosa gli andava male, perché lui era l'unico a minacciare il mio idolo.e lui era un giovane pilota rampante, senza timori reverenziali per nessuno, era già il Mago della pioggia, il Re della pole.
Poi sono cresciuta, ho cominciato a ragionare, ho cominciato a riflettermi nel suo carattere e ho cominciato a stare dalla sua parte.e lui era sceso nell'arena, con coraggio e senza pudore o ipocrisia per difendere la sua libertà ed era cresciuto, maturato, come uomo e come pilota. Gli anni passavano ed io, piccola donna, continuavo a rispondere a chi mi chiedeva quale fosse il mio desiderio più grande: "Andare a Monza, conoscere Senna".
Lui era diventato un uomo, aveva raggiunto la piena maturità, aveva acquistato una saggezza straordinaria; era sempre il Mago della pioggia, il Re della pole. Ma quel maledetto primo maggio qualcosa era cambiato in lui. Sentiva forse avvicinarsi l'ultima curva, il destino: ricordo come fosse ieri la tristezza che era scesa nei suoi dolci occhi, quelle lacrime per Ratzenberger, quell'ultimo struggente saluto al suo amico Alain, quella bandiera che aveva voluto portare con se, per la prima volta non la sua, ma quell'austriaca di Roland con le sue due strisce rosse, doppia profetica scia di sangue.tutto sembrava anticipare l'inesorabile avvicinarsi di quell'ultima curva. E così se ne è andato, ma non mi ha mai lasciato sola.io ho continuato a crescere non più con lui, ma grazie a lui, allo straordinario esempio di vita che mi ha dato. L'ho odiato, poi l'ho amato, oggi lo rimpiango e rimpiango quello che era la F1 quando c'erano lui, Alain, Gerhard, Nigel, Nelson.a infiammare le piste con duelli entusiasmanti e sorpassi mozzafiato.
Il 1 Maggio 1994 era una giornata calda e assolata, ma improvvisamente scese l'ombra della morte, oscurò il sole e mi portò via un sogno. Oggi, a dieci anni di distanza, ognuno ha voluto dare il suo contributo perché quest'anniversario non fosse banale: Gerhard ci ha messo tutto il suo grandissimo cuore in quel commovente giro sulla sua Lotus nera, Alain gli ha rivolto lo stesso struggente saluto che quella mattina Ayrton rivolse a lui, "I miss you, Ayrton.", ed io.io continuo a scrivere sul mio diario dedicato a lui, gli rivolgo ogni pensiero delle mie giornate e gli dedico la mia adozione a distanza di un bambino brasiliano.
Ma il sole non se ne va mai veramente, anche quando tramonta il calore dei suoi raggi continua ad operare per fecondare la terra perché dia i suoi frutti.così lui continua a vivere in ognuno di noi, nei ricordi e nel cuore di chi lo ha amato e nel sorriso dei bambini brasiliani che avranno un futuro grazie a lui.
Non c'erano e non ci sono parole per spiegare quel che è successo. Ayrton non era un solo un grande pilota ed andava ben oltre i record e le vittorie. Era schivo, a volte corrucciato, ma dentro di sé portava un grande, grandissimo cuore che lo ha fatto amare a milioni di persone.
Curioso notare come a fianco a lui sulla griglia ci fosse quel giorno Michael Schumacher ed è stato come se il destino non ha voluto che i due s'incontrassero per passarsi il testimone. Michael andò a vincere divenendo così, per molti, il suo erede. No, no: Ayrton non ha eredi e quel che ci ha lasciato è stato il suo amore per la vita e per il mondo seguendo le sue passioni ed il suo istinto. Il suo immenso coraggio lo ha fatto diventare il più grande di tutti e nessuno sarà come lui. Schumacher o altri potranno vincere tutte le gare e stabilire ogni tipo di record, ma ciò che ha fatto Ayrton è 1000 volte più meraviglioso ed importante che queste cose. Dentro di me lui ha lasciato un impronta indelebile ed ancora oggi non mi capacito di come un uomo come lui sia potuto salire al cielo così all'improvviso beffato da un destino funesto, seppur glorioso.
Mi piace pensarlo lassù, a sorridere, immaginando che la morte non abbia potuto fermarlo nella sua corsa che era un inno alla vita.
Obrigado, Ayrton!

Daniela

 

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