Pensieri in libertà

 

1-5-1994

Mi chiamo Giacomo e sono nato nell'88 perciò mi sono perso tutti gli anni più belli dell'automobilismo. Una passione che mi fu trasmessa, all'età di tre anni, da mio padre quando al posto di paperino mi portava a casa la rivista "Autosprint". Quando avevo quattro anni iniziai a guidare i kart perchè volevo un giorno arrivare ai livelli di quell'uomo che di domenica (a partire dal 1993) vedevo in televisione che mi faceva divertire con la sua guida e la sua grinta. Ora che quel sogno di pilota sembra ormai svanire non smetto mai di crederci perchè Ayrton mi ha insegnato questo: "un uomo senza sogni non ha diritto di esistere". Credo di essere uno dei pochi della mia età in grado di ricordare quel giorno che cambiò la mia vita: Ayrton seduto in macchina immerso nei suoi pensieri, la gara che parte, la safety car che torna ai box e mio padre che dopo la ripartenza mi dice "Senna stà andando al limite" prima dello schianto contro quel muretto che Ayrton aveva già criticato perchè troppo vicino alla pista, alcuni dicono che bastava spostarlo più in là quel muro ma ci voleva un sacrificio per farlo capire, il destino scelse che quello schianto doveva toccare al più grande perciò scelse Ayrton. Dopo ciò la gara andò avanti, come accadde per il povero Ronnie Peterson e tanti altri, ma alla gente non gliene interessava nulla di quell'orribile gran premio di quel maledetto pomeriggio del 1-5-1994 che si concluse con quella notizia data in diretta in mondovisione che annunciava la morte di Senna, in quel momento mi misi a piangere e lo faccio tuttora quando penso a lui. Nella mia vita ho avuto la fortuna di poter conoscere il signor Mombelli Diego, la persona che lo seguì nel mondo dei kart quando sbarcò in Europa, e ho potuto osservare in bacheca alcuni dei suoi indumenti ma non posso dire di avere conosciuto Ayrton, spero solo di conoscerlo quando anche la mia vita finirà. Credo, anzi, ne sono sicuro, che non ho detto tutto quello che volevo dire perchè sarebbe stato troppo lungo da scrivere e non so nemmeno se quello che ho scritto è giusto grammaticalmente perche certe cose non è il cervello a scriverle, ma il cuore. MI MANCHI AYRTON SENNA DA SILVA.

Giacomo(ayrton88@libero.it)

 

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