Pensieri in libertà

 

Ehi Ayrton

Ehi Ayrton come va lassù?logicamente ti chiederai chi sono e come mi permetto di darti questa confidenza. Bè forse hai ragione ma ci sono tante ragioni che mi spingono a colloquiare con te. Sai,a me la Formula 1 non è mai interessata tanto,forse perchè durante la tua epoca d'oro ero troppo piccolo.Tutto però è iniziato quel fatidico week-end del '94. La mia prima gara che vidi in tv fu proprio durante le prove del sabato. L'incidente di Ratzenberger mi turbò ma non capii bene cosa realmente era successo. Il giorno dopo guardai il Gp con un pò di ritardo e appena accesi la tv vidi la tua auto blu distrutta e dei soccorritori affrettati intorno a te. Ebbi subito paura e mi misi addosso una gran preoccupazione per te anche se non ti conoscevo per nulla. Poi vidi il decollo del tuo elicottero e ancora il mio cuore non aveva pace per te. Ma il destino ha voluto, Ayrton, che io abitassi a pochi isolati dall' ospedale dove sei stato trasferito. Improvvisamnete, dopo alcuni minuti, ho sentito il rombo, ed affaciandomi ho riconosciuto il tuo elicottero. Mi sembrava un incubo senza fine. Quando appresi la tua morte piansi e non so perchè, neppure ti conoscevo. Pensai a tutti i cari che lasciavi, il terribile modo in cui te ne eri andato. All'epoca avevo sei anni e il giorno dopo tutti i miei compagni mi decantarono le tue gesta passate, ma nessuno era triste come me. Mi sentii ancora peggio perchè tutti ti conoscevano e solo io no. Pensai che fosse un gesto stupido piangere per la morte di una persona che neppure conosci. Ma nel tempo poi mi sono documentato su di te, sulle tue vittorie, sulla tua personalità. E ho scoperto un uomo indescrivibile, con tutti i suoi difetti, ma con un qualcosa dentro che non so spiegare. Per nessun altra morte ho provato il dolore provato per te. Molti ti ricordano spesso ma sono dei ciarlatani che conoscono solo l' Ayrton pilota, non l'Ayrton uomo. Al di là delle tue doti di campione indescrivibili che mai nessuno avrà di nuovo, la tua morte rispecchia la tua personalità, avvolta nel mistero, nell' incomprensibile. Ma così mi sei piaciuto Ayrton e quella specie di telepatia che ho provato quel primo maggio '94 non potrò mai scordarla. Grazie a te mi sono rapportato per la prima volta con la morte, capendo come siano davvero inutili i beni materiali e i vizi di fronte a certe cose. Mi hai dato una lezione di vita. Mi accompagnerà per sempre in questa nuvola fittizia il ricordo sconvolgente di quel giorno, del tuo ultimo giorno. Forse hai voluto salutarmi di persona, vedendomi così preoccupato davanti al video, non lo so. In ogni caso, Ayrton, non potrò mai scordarti e se mai un giorno dovessimo incontrarci, beh ne avrò di cose da dirti.

Andrea (Bologna)(rocco.fuego@libero.it)

 

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