Pensieri in libertà

 

Poesia

Una vita breve,
ma più bella di un sogno.
Un cuore grande,
che si ferma.
In un attimo,
tutto finisce.
Per noi no.
Corri ancora Ayrton, corri!!!
Il casco giallo,
sfiorato dal vento.
Nella mano sinistra,
la tua bandiera.
Tempo di gloria,
di passione.
Tempo di forti emozioni.
Lo champagne scorre a fiumi.
La sera si avvicina,
si festeggierà ancora.
Domani arriverà anche stavolta.
Prenderò da Te la forza,
per lottare, per vincere,
per amare, per sognare,
per credere nel futuro.



Quel primo maggio ero, come al solito da oltre vent'anni, davanti al teleschermo. Ero stato da sempre tifoso della Ferrari, ma Senna sin da quel gran premio di Montecarlo 1984 mi aveva sempre affascinato. Era diverso da tutti gli altri ed io che, dopo Gilles Villeveuve, avevo visto il vuoto, ritrovavo uno stimolo forte verso la Formula 1. Ayrton era speciale in tutto ed io, suo coetaneo, spesso trovavo lo stimolo per essere migliore proprio dalle sue imprese, dal suo perfezionismo dalla sua grande voglia di primeggiare. Dopo la variante bassa lui e Schumacher si avviavano verso il Tamburello. Ad un certo punto dal camera car di Schumi vedo Senna perdere la direzione della curva. E' stato un attimo. In quel momento non tutti si sono accorti di quello che stava per succedere. Quell'attimo è durato un eternità e poi lo schianto dal quale sono usciti indenni tanti piloti, ma lui no. Quel week end sembrava disegnato sin dal venerdì da una mano sadica. Tutto sembrava preparato per Ayrton, compresa la morte di Ratzemberger. Ora, dopo dodici anni, Senna fa parte ancora della mia vita; per me è un modo di vivere, di sognare, di lottare, di vincere. Quei momenti, anche se Schumacher è stato veramente grande e forse tecnicamente il migliore, non torneranno più, perché Ayrton era speciale anche nella vita e rendeva tutti partecipi dei suoi sentimenti, delle sue emozioni. Anche se lui non voleva, aveva consentito a tutti di entrare dentro di Lui. Tutti gli volevano bene e vivevano accanto a Lui i suoi trionfi. Io ero uno di quelli. Il vuoto che Ayrton ha lasciato non potrà più essere colmato da nessuno. Sul mio desktop c'è la Sua foto di quando ha vinto a Donington sotto la pioggia. La più bella gara di F1 mai vista nella storia. Ora è il momento di tornare al lavoro. Ho lottato e dal nulla sono diventato qualcuno nella mia professione, e questo è anche merito di Ayrton. Il giovane che è in me non mi ha mai abbandonato ed Ayrton continua a correre nei miei sogni come una volta. Il tempo non è mai trascorso e quel primo maggio Ayrton, dopo l'incidente, illeso, è uscito a fatica dall'abitacolo della sua Williams. Ha deciso, poi, di non correre più perché aveva altro da fare di più importante nei cuori di tutti coloro che gli hanno voluto bene. Ora devo tornare al lavoro; mi attende un'altra dura settimana, ma so come affrontarla. La poesia non ha oggetto, non ha titolo e non ha firma e se la pubblichi devi sottoscriverla così: "Un amico di Ayrton". C'è un motivo. Potrebbe essere scritta da ognuno di noi in qualsiasi tempo ed ovunque. L'importante è che possa aver descritto un poco quello che tutti abbiamo provato in quegli anni.

Un amico di Ayrton

 

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