Pensieri in libertà

 

Ayrton

Caro Ayrton,

ricordo quel primo maggio '94 come fosse ieri. Avevo 19 anni e stavo studiando per la maturità, ma quel giorno era festa, c'era il Gran Premio di Imola...

Pochi si ricordano che in quei giorni terribili non te ne sei andato solo tu, ma anche il semi-sconosciuto Roland Ratzenberger...

Tu per la prima volta forse non stavi correndo con lo stesso stato d'animo, eri scosso da quella morte, ma eri sempre là, in testa, e se il piantone dello sterzo non si fosse rotto adesso noi non staremmo piangendo per te...sì, ancora piangendo dopo 13 anni...

Il mondo si è fermato, tutti avevamo già capito alle 14.17 cosa fosse successo ma nessuno ci voleva credere...

Ricordo che sono andata avanti a piangere per ore ininterrottamente e ho momentaneamente smesso solo quando hanno letto l'ultimo bollettino medico... mi stavano dicendo una cosa che dentro di me sapevo già ma che negavo con tutte le mie forze... volevo tenerti in vita ancora il più possibile dopo quello schianto, Ayrton Senna non poteva andarsene così...

Adesso, dopo 13 anni, tutte le volte che penso a te spero invece che tu te ne sia andato alle 14.17, e non qualche ora dopo, che tu non abbia sofferto e che te ne sia andato così, in testa alla corsa, da campione immenso quale eri e quale sarai sempre, "sorpassando" (come sapevi fare tu magistralmente) tutti i nostri miseri pensieri umani (una "pioggia" di miseri pensieri umani) e forse un po' egoisti che ti volevano trattenere ancora un po'...

Sei stato unico in tutto, anche nel tuo modo di salutarci, e ciò ha rafforzato ancora di più se possibile il nostro amore per te.

Ti voglio bene, Ayrton, e mi ritengo fortunata di aver vissuto la mia gioventù quando tu eri Ayrton il campione, il mago della pioggia, Senninha.... o semplicemente Ayrton.

Non ti dimenticherò mai per l'eternità.

Grazie, Ayrton!

Luy75

 

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