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Le frasi che hanno creato un mito

Valori della vita

Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.

Non potrai mai cambiare il mondo da solo. Però puoi dare il tuo contributo per cambiarne un pezzetto. Quello che faccio davvero io per la povertà non lo dirò mai. La F1 è ben misera cosa in confronto a questa tragedia.

Sono un privilegiato, ho sempre avuto una vita molto bella. Ma tutto quello che ho ottenuto dalla vita l'ho guadagnato con l'impegno e il desiderio fortissimo di raggiungere i miei obbiettivi , di vincere, nella vita, non come pilota. Perciò lasciate che vi dica che chiunque voi siate nella vita, sia che siate al livello più basso, o al più alto, dovete avere una grande forza e una grande determinazione e dovete affrontare qualsiasi cosa con grande amore e fede in Dio e un giorno raggiungerete i vostri obbiettivi e avrete successo.

Non ho idoli. Ammiro il duro lavoro, la dedizione e la competenza.

Ogni persona ha la sua fede, il suo modo di guardare alla vita. La maggior parte della gente rifiuta temi come questi. Per quanto mi riguarda l'importante e essere in pace con se stessi. Il modo per trovare questo equilibrio per me passa attraverso la fede in Dio.

I ricchi non possono vivere su un'isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità.

Se ho fatto le cose che ho fatto è perchè ho avuto, nella vita, una grande possibilità. Crescere nel modo giusto, vivere bene, godere di una buona salute, imparare molto. E sono stato aiutato, nei momenti giusti, ad andare nella giusta direzione.

La cosa più importante è essere te stesso, senza permettere a nessuno di ostacolarti, senza essere diverso perchè qualcuno vuole che tu sia diverso. Devi essere te stesso. Molte volte farai degli errori a causa della tua personalità, del carattere o delle interferenze che puoi trovare lungo il cammmino. Ma solo così puoi imparare: dai tuoi errori. E' questa la cosa principale: utilizzare gli errori per imparare. Io credo nell'abilità di concentrarsi profondamente, in modo da rendere e progredire ancora di più.

La vita è troppo breve per avere dei nemici.

Torna all'inizio Il rapporto con il rischio

C'è una certa dose di rischio nelle corse automobilistiche e la F1, come sapete, fa parte di queste corse. Così quando guidi, fai le prove o corri sei esposto a dei rischi. Ci sono rischi calcolati e altri che provocano situazioni inaspettate. E tu puoi non esserci più, cosi, in una frazione di secondo. In questo modo capisci che tu non sei nessuno. All'improvviso la tua vita può finire. Ciò fa parte di questo mestiere, o lo affronti da professionista, in modo distaccato o altrimenti lasci perdere e smetti e si da il caso che io ami troppo quello che faccio per lasciare semplicemente perdere; non posso è parte della mia vita. (frase originale inglese in formato wav, 250KB )

Nessuno è immortale, la differenza tra i piloti e la gente comune è che noi siamo più esposti ai rischi. Che cosa ci puoi fare? Siamo esposti ai rischi. Potresti smettere di correre... e pensare di essere al sicuro, ma poi può capitarti un incidente per strada. Credo che faccia parte della vita stessa. La cosa importante è aumentare il più possibile la sicurezza, non solo sui circuiti, ma anche sulle vetture. Fortunatamente, ho avuto... ho... una vettura molto solida, progettata molto bene, che mi ha salvato la vita, questa volta, ma posso assicurarvi che la prossima volta che passerò in quel punto, farò la stessa cosa, perché darò tutto gas. Non ho altra scelta. O corro a tutto gas oppure non corro per niente. Un pilota deve essere pronto a un'eventualità del genere, ma dovremmo avere uno spazio di fuga migliore.

Credo si possa correre a 300 all'ora limitando il rischio al minimo. Occorre sedersi ad un tavolo insieme ai rappresentanti della federazione e ai costruttori. Bisogna impegnare uomini e soldi nella ricerca del migliore compromesso tra sicurezza e spettacolarità. Nessuno ci ha ordinato di correre in F1, ma non siamo pagati per morire.

Le vetture diventano ogni giorno più veloci; i circuiti restano sempre gli stessi e molti non sono più adeguati già da qualche anno.

Le cose ti riportano alla realtà di quanto tu sia fragile; ad un certo momento tu stai facendo qualcosa che nessun altro è capace di fare. In quello stesso momento sei visto come il migliore, il più veloce, ma sei enormemente fragile. Perchè in un piccolo secondo, è tutto finito.

Togliere tutta l'elettronica è stato un grande errore, le macchine sono molto veloci e difficili da guidare. Sarà una stagione mica da ridere, con molti incidenti.
(Test invernali del 1994)

Ci sono 3 o 4 sconnessioni alla curva del Tamburello e mi auguro che si sia pensato a far qualcosa...
(Gp San Marino 1994)

Torna all'inizio Competizione, velocità e vittoria

Correre, competere è nel mio sangue, è parte di me, è parte della mia vita; è da sempre che lo faccio e viene prima di ogni altra cosa. (frase originale inglese in formato wav, 24KB)

Correre è la mia passione. La F1 è una gran parte della mia vita. Battermi al volante è nel mio sangue. Non sfuggire alla lotta è nella mia natura. Io voglio essere il più veloce, io voglio dimostrare di essere il migliore.

La spinta ad essere più competitivo è una cosa molto stimolante per me, non saprei, almeno adesso, come farne a meno.

E' strano. Proprio quando penso di essere andato il più lontano possibile, scopro che posso spingermi ancora oltre.

Credo che sia molto importante per un pilota vincere un campionato dimostrando una netta e indiscutibile superiorità.

Non è realistico pensare di vincere sempre ma io spero sempre che questo non sia il week-end in cui perdo.

Ho bisogno di fare qualcosa di speciale. Ogni anno qualcuno vince un titolo. Io voglio fare di più.

La cosa importante è vincere tutto, sempre.

Io voglio vincere sempre. L'opinione secondo cui la cosa importante è competere è un assurdità.

È la voglia di vincere che mi spinge ad andare avanti. È questa la mia maggiore motivazione; la voglia di vincere è ciò che mi spinge a gareggiare.

Credo che ogni pilota sia convinto di essere il migliore e di poter vincere tutto.

Tutti vogliamo vincere e c'è soltanto un posto per la vittoria, soltanto un numero uno (frase originale italiana in formato wav, 25KB)

Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E immediatamente riesci a correre un po' più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all'esperienza, puoi volare molto in alto.

Una volta che hai vinto, devi andare avanti fino alla fine perchè ti impegni ad un livello tale per il quale non esistono compromessi. Devi dare tutto ciò che hai, tutto, assolutamente tutto. E qualche volta trovi un po' di più perchè se cerchi di più, trovi di più...se vuoi stare in testa, se vuoi vincere.

Torna all'inizio Alain Prost, J.M. Balestre e i suoi guai "politici"

Lui con me è umanamente incompatibile, ma non riesco ad immaginare la mia carriera senza lo stimolo rappresentato da Alain.

Nessuno può mettere in dubbio che Prost sia un grande pilota; i suoi risultati parlano da soli; ma non c'è nient'altro in comune tra noi

Che cosa si aspettavano che facessi? Eravamo praticamente appaiati, per restagli dietro in quel punto avrei dovuto sollevare il piede dal gas, non eravamo ancora al punto di frenata. E io sono un pilota.
(Imola 1989, "il primo alla prima curva vince", aveva stabilito con Prost. Ma se la prima curva di Imola fosse la Tosa? ;-) )

È chiaro che io abbia pensato di abbandonare, andarmene a casa e non venire qui. Sono un professionista ma anche un essere umano e i miei valori di vita sono più forti del desiderio di molti d'influenzarli e di distruggerli. Ecco perché oggi sono qui, correrò al massimo, perché tutti noi, come voi della stampa, tutti quelli che contribuiscono, direttamente o indirettamente, all'automobilismo (applauso) hanno responsabilità nei confronti di questo universo di tifosi e dei milioni di telespettatori che ci guardano in televisione. Bisogna fare attenzione a non essere usati, evitare di pubblicizzare valori sbagliati oppure concetti errati. Sfortunatamente, questo accade di frequente.
(Dopo la squalifica di Suzuka 1989)

Certo. Proprio così. Non ero disposto a permettere che quel tipo arrivasse alla curva davanti a me. Doveva solo lasciarmi passare. Aveva la possibilità di passare lui per primo. Pensò di farlo. Ma non gli riuscì perché volevo farlo io. Non mi importava se ci saremmo scontrati. Spinsi a fondo la macchina, lui si spostò verso l'interno - e ci scontrammo. "Perché provocai l'incidente? Perché ero stato rovinato dal sistema. Se questo succede ogni volta che cerchi di fare il tuo lavoro in modo trasparente e giusto, cosa devi fare? Tirarti indietro e dire, 'grazie, sì, grazie'? È chiaro che non è possibile!
(Dopo l'incidente di Suzuka 1990)

Puoi aver torto o ragione, ma devi combattere per quello che ritieni giusto. Pensai di lottare per una cosa che ritenevo giusta, perché mi avevano rovinato l'anno prima e durante l'inverno. Poi mi hanno rovinato qui quando ho ottenuto la pole position e avrei dovuto partire dal lato giusto. Posso garantirvi che, se la pole position fosse stata assegnata in maniera corretta, non sarebbe accaduto alcun incidente, perché avrei avuto un avvio migliore. Sarei stato in testa alla prima curva, senza alcun problema. Tutto questo accadde a causa di una decisione sbagliata, influenzata da Balestre (Senna dava dei colpi sul tavolo per enfatizzare ogni singolo passo del discorso). Tutti lo sanno ora e tutti ne conosciamo il motivo. Il risultato fu la collisione alla prima curva. Contribuii all'accaduto, sì, ma la responsabilità non fu mia.
(Dopo l'incidente di Suzuka 1990)

Ok, hanno cercato di fregarmi, dandomi il posto sbagliato (sulla griglia)... perciò, se Prost riesce a partire in testa, alla prima curva io non mollo. Sarà meglio che non si trovi davanti a me alla prima curva, perché non ce la farà'. Ed è proprio andata così. Avrei tanto voluto che non accadesse. Avrei tanto voluto partire meglio, perché, in quel caso, sarei stato in testa e avremmo potuto combattere in un modo più pulito".
(Dopo l'incidente di Suzuka 1990)

Se uno parte in pole deve trarne un vantaggio altrimenti perché un pilota ed una squadra fanno tanti sforzi e spendono tanti soldi in ricerca e sviluppo? A Suzuka la posizione da cui parte l'uomo in pole è sbagliata, perché pattini con le ruote e parti male. Allora dove vogliamo arrivare? All'assurdo: in questo circuito mi conviene partire in pole in quell'altro no. Queste sono furbizie, non è piu sport perché nello sport ci vuole chiarezza e pulizia.

Dedico questa vittoria a chi mi ha fatto perdere il mondiale '89... Le corse sono fatte cosi', a volte finiscono subito dopo il via, a volte a sei giri dalla fine.
(Giappone 1990)

Sono contento per il titolo, dovrebbe essere un esempio per i piloti di oggi e per quelli di domani. Ma ho ancora in mente le ingiustizie che ho dovuto subire qui a Suzuka per le stupide ingerenze dei  politicanti... Balestre mi rubo' un titolo nell' 89, hanno detto che gli ho chiesto scusa, ma non e' vero. Nell' inverno successivo mi fegarono in modo vergognoso. Non potevo parlare, mi avrebbero ritirato la licenza, invece dovremmo poterci difendere come esseri umani.
(Suzuka 1991)

Torna all'inizio Stile di guida

Quando correvo con le FF1600 avevo qualche problema di guida. La FF2000 mi è sembrata molto più facile, più leggera, più naturale da guidare. Con la Ralt F3 mi sono trovato ancora meglio. Credo che questo sia molto importante: mi trovo meglio man mano che la potenza aumenta.

Sì, ho mandato a monte una vittoria certa. Ma competere non è solo stare davanti, in testa per tutta la gara e raggiungere la bandiera a scacchi, o partire dietro e aspettare che gli altri facciano un errore o rompano il motore, sperando così di vincere. Il mio stile è differente: io voglio aggiudicarmi ogni vittoria per merito mio. È questo il vero piacere di correre e vincere. Se non si fa altro che aspettare gli errori degli altri, si coglie solo una frazione del piacere, e io corro per il piacere di vincere.

Quando c'è uno spiraglio, durante una competizione di alto livello, con le vetture così vicine l'una all'altra... quando si hanno gli stessi cavalli di potenza, la stessa tenuta di strada, lo stesso carico aerodinamico... sappiamo tutti quanto sia difficile sorpassare. Questo accade perché i circuiti non sono costruiti correttamente per le manovre di sorpasso. Non c'è scelta; o ti dedichi totalmente ad essere un pilota professionista che vuole vincere, oppure... arriverai terzo, o quinto. A me non interessa arrivare secondo o terzo. Io corro per vincere, per quanto è possibile. Può anche succedere che commetta un errore, certo. È impossibile fare sempre la cosa giusta. Ma io corro ... per vincere.

Forse sono un pilota d'attacco per il fatto di essere giovane ma questo non basta. Un attaccante fa cose eccezionali 1 volta su 10. Un tipo freddo, più calmo, potrà arrivare a risultati 4-5 volte su 10.

Per gareggiare in automobile bisogna essere freddi, razionali.

Finora ho fatto tante pole position: in confronto a questo dato, i giri veloci che ho segnato in gara sono relativamente pochi. La ragione di ciò è che non sempre ritengo che spingere al massimo per tutto un gran premio sia la scelta giusta: tutto il contrario di ciò che certa gente pensa, cioè che io rischio troppo, continuamente.

Mi piacciono i circuiti cittadini perché ti obbligano ad una guida molto pulita, costantemente al massimo della concentrazione.

Credo che poche persone tengano in considerazione questo fattore. Da quando sono un pilota di Formula 1, in realtà sin dai tempi del go-kart, fatta eccezione per il 1984 in Formula 1, sono sempre partito davanti, non sempre in pole position, ma in prima fila, primo o secondo posto. Se si parte sempre davanti agli altri, è più probabile che ci si trovi coinvolti in battaglie, perché chi sta davanti è lì per vincere, non per scherzare.

Quando si è sotto pressione, in un campionato o in una gara particolare, colui che sa combinare aggressività e calcolo otterrà il miglior risultato. E si ha bisogno di una mente lucida per capire quando è il momento giusto per essere aggressivi e quando bisogna fare dei calcoli. Per vincere un mondiale bisogna combinare questi due elementi nelle dosi giuste, al momento giusto.

Torna all'inizio Passato, futuro e sogni

Non mi pongo limiti. Ho 33 anni e penso di averne ancora tanti davanti a me.

Oggi, o tra dieci anni, se ci sarà ancora la Formula 1, il pilota sarà sempre al centro dell'attenzione, perché il pubblico va alle corse per vedere i piloti piuttosto che le macchine. Il pilota verrà sempre prima della macchina.

Vorrei che nel 1993 ci fossero tre Williams, una per me, una per Mansell, una per Prost.

A me piace molto guidare e vorrei poterlo fare sempre senza altre preoccupazioni.

Il mio più grande desiderio è sempre stato di andare più veloce di tutti, anche dell'orologio. Penso che con un simile pensiero, presto o tardi tutti i risultati arrivino come una conseguenza.

Io non potrei mai, una volta smesso di correre, avere un futuro in F1, come hanno fatto molti miei colleghi. Ho troppe cose buone dall'altra parte della mia vita per scegliere di restare sempre in F1

La realtà è che ho imparato molto. E deve essere così. Se un giorno smetti di imparare sei finito, la parabola discende. Non mi sento arrivato.

Quando correvo nelle categorie minori era puro "feeling" era solo un piacere. Ora è tutto più duro, molto più difficile. C'è molto meno spazio per il divertimento per ciò che faccio.

Il matrimonio, i figli? Calma... ma di sicuro, al momento giusto, dei bambini li vorro' anch'io.

Torna all'inizio Vettura e squadra

La motivazione più grande è sapere che c'è una squadra di due - trecento persone che lavorano con me. Sono là per me, credono in me, sanno che arriverò là in orario e che non li deluderò.

Durante una gara dipendi da una vettura che è molto complicata, che può sempre darti dei problemi. Non è una semplice racchetta da tennis con cui colpisci una palla. Dipendi da una squadra intera che collabora, da un insieme di forze e di persone che lottano per un obiettivo comune. È molto complesso. Se fosse facile, saremmo tutti campioni.

Io voglio avere la macchina migliore possibile, per poter vincere.

Se nel '94 avro' la macchina migliore, e' anche un diritto che mi sono conquistato.

Torna all'inizio Passioni ed emozioni

Non saprete mai come si sente un pilota quando vince. Quel casco nasconde sentimenti incomprensibili.

Ogni qualvolta ti alleni o gareggi in un Gran Premio, si crea una forte tensione, dato che ci sono molte responsabilità e rischi, che contribuiscono a creare una situazione di stress. Ma, con il tempo, si impara a controllarsi meglio, ma mai fino in fondo.

Quando una persona si trova in una posizione di forza e gode di credibilità, non esiste denaro che possa comprare questa credibilità - possiamo solo vincere o perdere.

Fino a che la mia passione per la mia professione sopravvive, il mio sogno sopravviverà. Il giorno che questa passione comincerà ad indebolirsi, il mio sogno finirà. La Formula è un mondo di forti emozioni e personalità dove il debole non sopravvive.

Non è solo una caccia al titolo mondiale: è una passione molto più vasta. E che richiede un enorme concentrazione.

La cosa importante è la gioia che mi da ogni vittoria, il piacere che offre, al pari di una grande conquista, un'enorme sfida, come combattere e vincere una battaglia. Senza queste emozioni, tutte queste emozioni, correre non avrebbe senso.

Torna all'inizio La Ferrari

Sì, sono il nemico della Ferrari, nemico sul piano sportivo, ma la gente mi vuole bene. E' normale che a volte mi fischi, ma non lo fa con cattiveria...

In parte perché ho ancora tempo davanti a me, sono certo che un giorno guiderò una rossa Ferrari, è uno dei miei sogni.

Quello che posso dire è che la Ferrari per me resta un mito.

Torna all'inizio Varie

Non è un pilota da corsa, è un idiota
(Riferito a Irvine, che lo aveva ostacolato in fase di doppiaggio, Giappone 1993)

La pole position è come una gara di cento metri. Dai tutto quello che hai, in quel minuto, minuto e mezzo, trattenendo il fiato in certe curve, non respirando per bilanciare meglio la vettura, per aumentare la sensibilità. La carica di adrenalina è incredibile, da un secondo all'altro. Credo che sia il momento più grande, il più forte, il più alto... Ne ho già ottenute 52 e spero di conquistarne ancora. Ogni volta che ottengo una pole position, mi sento rinascere e voglio accaparrare la prossima, anno dopo anno, pole dopo pole

Se guadagni tanto è perché meriti e vali tanto.

Vedi loro [i giornalisti] vorrebbero sempre da me una lamentela contro Prost. In mancanza di questa va bene anche una considerazione sulla Fede. Se invece mi dilungo su un fatto squisitamente tecnico, chiudono i taccuini e leggo nei loro occhi lo smarrimento. Di fatto non scriverebbero nulla: cerco allora di aiutarli...

Se sono ossessivo, lo sono in una maniera positiva. Io ho una forte spinta naturale, ma non è dannosa non è un problema.

E' un po' difficile stringere un rapporto con una persona dell'altro sesso. Soprattutto se sei giovane e fai una vita che attira le ragazze.

Poche persone mi conoscono davvero, pochi mi conoscono, e nemmeno loro sanno cosa serva a un pilota per arrivare al traguardo in Formula 1 e vincere.
(frase by Alessandro)

Il ragazzo Senna ha lasciato il posto all'uomo Senna. E non sono sicuro che questo sia proprio un bene. In questi anni ho imparato molte cose, ho visto anche tante cose brutte intorno a me.
(Inverno 1990)

La mia responsabilità è forse più grande verso i più giovani, i bambini, perché da parte loro avverto un grande affetto e ammirazione, e questo mi spinge a lottare ancora di più per dare loro qualcosa di speciale. Perciò io mi sento, soprattutto, responsabile nei confronti dei bambini che amano le corse, che si alzano presto e assillano i genitori perché li portino all'autodromo. E, come accade con le persone a cui sono molto vicino, sto bene quando li incontro.

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