
Le altre ipotesi
Quando avviene un incidente mortale dovrebbe essere molto forte l'esigenza
di capire, comprendere come gli eventi hanno portato alla tragedia, analizzarne le
possibili cause con logica per trarne insegnamenti utili per il futuro.
Nel caso dell'incidente che ha provocato la morte di Ayrton, le ipotesi,
le ricostruzioni sono state numerose, anche grazie all'iniziale scarsità di informazioni
disponibili. Interessante notare comunque come la teoria poi rivelatasi corretta è stata
formulata da AutoSprint già la settimana successiva alla tragedia.

Segue un breve elenco delle altre teorie formulate, con sintetiche spiegazioni, non tutte
sfortunatamente sono state formulate con competenza e interesse per la ricerca della
verità.
- Sovrasterzo innescato dalle asperità della pista ed eccessivamente corretto dal pilota.
Ayrton avrebbe controsterzato verso destra per riprendere il retrotreno, ma la sua manovra
avrebbe messo la vettura sulla tangente della curva. A questo punto avrebbe rinunciato a
sterzare per ottimizzare la frenata con le ruote dritte. E' la tesi ufficiale della
Williams-Renault presentata al processo, scarica ogni responsabilità dell'incidente sul
circuito e sul pilota. Una tesi che sarebbe stata forse credibile se non fossero
"riapparse" le immagini del camera-car di Senna, e che, forse, su questa
misteriosa assenza era costruita. La ricostruzione semplicemente non regge al confronto
con le immagini Cineca:
- La vettura non mostra mai alcun segno di sovrasterzo.
- Senna dopo aver iniziato la piega a sinistra del tamburello non riporta mai il volante
verso destra.
- Anche dopo aver iniziato la frenata Ayrton sta ancora, inutilmente, cercando di far
curvare la vettura.
La Williams ha anche presentato in aula una ricostruzione computerizzata dell'accaduto,
che tuttavia, come denunciato dal PM Passarini, presenta alcuni "trascurabili"
difetti:
- E' basata su una planimetria del circuito inesatta, come evidenziato dalla Sagis. (Che
è poi stata parzialmente corretta)
- Non rispecchia in alcun modo quanto visibile dalle immagini del camera-car riguardo la
posizione del volante. (La Williams sostiene che da tali immagini non si può dedurre la
posizione del volante (?!?))
- Presenta un netto sfasamento temporale di 1,4 secondi con la realtà. (Giudicato
"non rilevante" dalla Williams!)
Sostanzialmente è un'opera di fantasia creativa, che purtroppo è anche stata presentata
entusiasticamente in numerosi speciali televisivi in tutto il mondo, in versioni più o
meno ufficiali o modificate.
- Rottura di una sospensione.
Avrebbe forse potuto provocare un incidente di questo tipo, tuttavia l'effetto dell'enorme
carico aerodinamico avrebbe fatto spanciare a terra la vettura in modo pronunciato e
caratteristico, cosa che non è avvenuta.
- Foratura improvvisa: esclusa sia dalle riprese dei camera-car che dalle analisi dei
tecnici Goodyear.
- Spanciata violenta causata da bassa pressione degli pneumatici, a sua volta provocata
dai giri compiuti dietro la safety-car a bassissima andatura, che avrebbero raffreddato
eccessivamente le gomme.
Ipotesi a torto considerata tra le più credibili ma in realtà basata su presupposti
oggettivamente errati. La safety-car ha davvero tenuto un ritmo troppo basso, tuttavia
alla ripartenza (sesto giro) Senna è transitato per Tamburello e Villeneuve senza alcun
problema. La sua vettura pur spanciando ripetutamente (anche a causa del carico di benzina
e delle gomme certamente fredde) non è mai sembrata in difficoltà. Anzi, Ayrton ha
completato, a freddo e con pieno carico di benzina, quello che resterà il terzo giro più
veloce dell'intera gara. Quando si è ripresentato al tamburello le gomme erano certamente
calde e in pressione a sufficienza.
- Detrito in pista.
La teoria è stata in prima pagina con la presentazione nel febbraio 1997 (casualmente
proprio mentre prendeva il via il processo) di una foto di Paul-Henri Cahier raffigurante
un piccolo detrito azzurrino davanti alla Williams di Senna. Gli sviluppi sono vari, dal
danneggiamento diretto al tentativo di schivarlo che avrebbe favorito il sovrasterzo
teorizzato dalla Williams. In realtà nessuno sa cosa fosse quel pezzetto, ma tutti
dovrebbero sapere che il punto del circuito dove si trovava, spacciato per il luogo
dell'uscita di pista, era in realtà la piega a sinistra subito dopo l'uscita dei box, non
il Tamburello. La foto completa (segue) non lascia dubbi, visto che mostra anche il
muretto box, tuttavia una versione adeguatamente ingrandita e ritagliata della stessa può
trarre in inganno. In seguito Cahier stesso ha ammesso che lo scatto era precedente di 5
secondi rispetto all'uscita di pista. E la valutazione è sicuramente ancora in difetto.

- Svenimento del pilota, dovuto alla sua pratica di trattenere il respiro per
"sentire" meglio la vettura:
Una delle ipotesi più vergognosamente offensive. Pare che Ayrton facesse veramente alcune
curve impegnative (e quindi non certo quella) in "apnea", ma è inutile
aggiungere che la conclusione dedotta è folle. La telemetria insiste nel dichiarare che
dopo aver regolarmente iniziato a sterzare abbia iniziato pure una violentissima e
disperata frenata. Sonnambulismo?
- Malore del pilota:
Telemetria e camera-car lo hanno decisamente escluso, inizialmente poteva anche essere
un'ipotesi, per quanto improbabile.

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