
Il piantone modificato
L'abitacolo della Williams Fw16 dal punto di vista del pilota aveva almeno un paio di difetti evidenti, difetti ad essere sinceri non rari sulle auto da corsa progettate privilegiando aspetti tecnico-aerodinamici rispetto alle necessità dell'uomo al volante. Era stretto, fu necessario già durante i test invernali scavare il rivestimento laterale per permettere alle mani dei piloti di girare il volante con una sufficiente libertà senza strisciare con le nocche.Ma era anche molto lungo, di conseguenza la strumentazione e il volante si trovavano troppo lontano dal sedile. Anche Hill, nellla lacunosa testimonianza rilasciata al processo, conferma:
DH: L'abitacolo era molto stretto, c'era poco spazio, per quanto mi
riguarda
PM: Anche per Senna?
DH: Credo di si
DH: Nel mio caso il problema riguardava il troppo spazio tra me e il volante
DH: Sono stati fatti degli interventi per ridurre il problema, è stata modificata l'area
del telaio in cui toccavo con le nocche, penso che sia stata riposizionata la colonna
dello sterzo
La soluzione più semplice per risolvere il problema senza riprogettare l'intero abitacolo era quella di avvicinare il volante al pilota con un piantone dello sterzo più lungo. Soluzione che fu effettivamente messa in pratica dal team Williams, probabilmente su entrambe le vetture, sicuramente su quella che Ayrton Senna guidava a Imola il primo maggio 1994. Tuttavia, per motivi sconosciuti, il piantone dello sterzo (che è sostanzialmente un tubo metallico che trasmette la rotazione impressa dal pilota sul volante alla scatola dello sterzo, situata all'interno del telaio, tra le ruote anteriori) non fu affatto riprogettato. Il piantone esistente di diametro 22,2 mm venne tagliato e al suo interno fu saldata una prolunga di 18 mm di diametro, come è possibile vedere dallo schema seguente.

Fu proprio questa proluga a cedere durante il GP di San Marino, dalla
parte della centina, appena prima della seconda saldatura. Il tubo di diametro inferiore e
sottoposto alle sollecitazioni termiche della saldatura non resse allo sforzo e rompendosi
lasciò letteralmente con il volante in mano Ayrton Senna, e lascia ancora oggi tutti noi
con un "perchè?" immenso e pesantissimo.
Nell'immagine seguente il volante posato a terra dai soccorritori con ancora il piantone
innestato (1) l'estremità fratturata del piantone dal lato volante (2 e 3) e l'altra
metà, con la staffa per l'attacco alla scocca (4). Si notano i cavi del cambio tranciati
all'interno.

Segue il disegno realizzato in proposito da AutoSprint e altri due schemi della struttura, con evidenziata la zona della frattura.



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