L'incidente e il processo

 

Si può pensare che sia una cosa buona e giusta, o ritenerla un'incredibile assurdità tutta italiana; non mi interessa e non voglio approfondire l'argomento, ma legge è legge. E il caso vuole che sul territorio italiano un incidente mortale debba essere oggetto di un'inchiesta d'ufficio: questa è la legge e ad essa anche il pazzo circo della F1 deve sottostare. Nessuno l'ha veramente voluto, molti lo hanno guardato con indifferenza o sospetto, molti altri lo hanno temuto e hanno fatto il possibile per contrastarlo e insabbiarlo; la stessa famiglia Senna non ha voluto prendervi parte; ma con la morte di Ayrton è nato il "processo Senna".

Le cose sono andate per la loro strada, poi. E' storia recente, anche se destinata all'oblio. Una lunga storia fatta di ipotesi, accuse, smentite, strane e inspiegabili coincidenze, prove danneggiate, interrogativi irrisolti e tanta tanta politica. Vicende tali che risulterebbero irresistibilmente comiche nella loro assurdità se non ruotassero tragicamente intorno a alla morte di un uomo.

L'intero procedimento ha prodotto comunque risultati di notevole importanza, ad esso si devono le perizie tecniche sul piantone dello sterzo e i video elaborati dal Cineca sui quali è basata la "verità ufficiosa", il cedimento della colonna dello sterzo, che gode di appoggio pressoché unanime tra gli appassionati del settore. A questo lunghissimo e tormentato processo si deve anche la caduta temporanea della maschera che nasconde il vero volto della F1, un mondo spietato che non conosce né rispetto né riconoscenza. Un mondo capace di calpestare senza rimorso il ricordo e gli stessi ideali di quello che è stato forse il suo più grande campione, per semplice interesse, per politica, per immagine.

La prima cosa ritengo doveroso fare entrando nell'argomento processo è ringraziare chi, nel giro che conta, ha avuto il coraggio di schierarsi in difesa della verità o, per lo meno, del buon senso. Un ringraziamento particolare va a Michele Alboreto, tragicamente scomparso il 25 aprile al volante della sua Audi. Grazie di tutto Michele.

Il 27 maggio 2005 la Corte d'Appello di Bologna ha giudicato il tecnico aerodinamico Adrian Newey innocente "per non aver commesso il fatto" e ha stabilito il ''non doversi procedere'' per Patrick Head, responsabile tecnico del team Williams, ''per essere il reato a lui ascritto estinto per prescrizione''. Così facendo la Corte, riconosce la tesi dell'accusa e indica come causa dell'incidente mortale il cedimento del piantone dello sterzo provocato dalle modifiche mal progettate ed eseguite sul pezzo.

Il 13 aprile 2007 la Corte di Cassazione rigetta la richiesta di assoluzione piena fatta dall'imputato e conferma la sentenza di prescrizione pronunciata nei confronti di Patrick Head ribadendo chiaramente le modalità e le responsabilità dell'incidente. Per una volta voglio rischiare di dire che Giustizia è fatta!


Documenti

 

 

 


Nel 1999 Nicola Santoro ha pubblicato quello che al momento mi risulta essere l'unico libro sul processo Senna "La curva dei silenzi - Il caso Senna"
Mi dispiace solamente di averlo letto con tanto ritardo, Nicola.

Il  15 luglio 2005 Daniele Pizzi ha ottenuto la laurea in Scienze Giuridiche presso l'Università degli Studi di Milano discutendo con successo la tesi "L'introduzione della prova informatica nel procedimento penale: fattispecie e prospettive a partire dall'analisi del processo sulla morte di Ayrton Senna". Congratulazioni!

A entrambi va il mio ringraziamento per aver trattato di questo processo con competenza, tra lunghi silenzi e fragorosi quanto non credibili scoop giornalistici ogni lavoro serio merita di essere evidenziato.


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